La chirurgia robotica compie un nuovo salto in avanti e apre scenari destinati a cambiare il futuro della medicina. È stato eseguito con successo, per la prima volta al mondo, un intervento di nefrectomia radicale con trombectomia cavale mediante telechirurgia robotica intercontinentale, collegando in tempo reale Roma e Pechino. Si tratta di una delle procedure più complesse dell’urologia robotica avanzata, realizzata durante la XXII edizione del congresso internazionale Challenges in Laparoscopy, Robotics & AI (CILR 2026). Il paziente si trovava presso il PLA Hospital di Pechino, mentre il professor Qingbo Huang ha operato dall’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IFO) di Roma attraverso una console robotica collegata in tempo reale tra i due continenti. La procedura si è conclusa con esito positivo grazie a una connessione digitale ad altissima affidabilità, con una latenza di appena 140 millisecondi, che ha garantito precisione e continuità operativa. Contestualmente, la stessa tipologia di intervento è stata eseguita in presenza presso l’IFO dal professor Giuseppe Simone, Direttore della UOC di Urologia dell’Istituto Regina Elena, Co-Director del CILR 2026 e Direttore Scientifico dell’Associazione Urologi Italiani (AURO.it), offrendo ai partecipanti un confronto diretto tra chirurgia robotica tradizionale e telechirurgia intercontinentale. Per tre giorni, dal 3 al 5 giugno, Roma ha ospitato oltre 1.000 specialisti provenienti da 60 Paesi. Il programma scientifico ha previsto circa 40 interventi chirurgici live, trasmessi e commentati in diretta dalle sale operatorie dell’IFO e del PLA Hospital di Pechino. Determinante per il successo della procedura è stato anche il lavoro sulle infrastrutture digitali. Giuseppe Navanteri, Direttore della UOC Ingegneria Clinica e Tecnologie e Sistemi Informatici degli IFO, insieme al professor Giuseppe Simone, ha coordinato la realizzazione dell’architettura tecnologica che ha reso possibile una connessione dedicata ad alta affidabilità tra Roma e Pechino. “Il successo di questa procedura dimostra che la telechirurgia robotica internazionale è ormai una realtà clinica concreta“, ha dichiarato il professor Vito Pansadoro, ideatore di Challenges in Laparoscopy, Robotics & AI -. “Abbiamo superato una barriera tecnologica e organizzativa che apre nuove prospettive per la diffusione delle competenze chirurgiche altamente specialistiche a livello globale”. Secondo il professor Giuseppe Simone “questa non è soltanto una prima mondiale. È un passo concreto verso una medicina capace di abbattere i confini geografici e mettere le migliori competenze a disposizione dei pazienti, ovunque nel mondo. La rimozione di un trombo neoplastico della vena cava inferiore è una delle procedure più impegnative dell’intera chirurgia urologica: essere riusciti a eseguirla in telechirurgia intercontinentale dimostra il livello di maturità raggiunto oggi dalla robotica chirurgica e dalle infrastrutture digitali che la supportano”. La telechirurgia intercontinentale segna così una nuova tappa nell’evoluzione dell’urologia, dimostrando come l’integrazione tra competenze cliniche, innovazione tecnologica e infrastrutture digitali possa superare ogni barriera geografica e contribuire allo sviluppo della medicina del futuro.
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