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Uropractice

AURO.it, nel perseguire la sua mission del miglioramento continuo della qualità dell’urologia italiana, è sempre stata al fianco dell’urologo nel suo processo di crescita professionale organizzando, oltre ai grossi eventi congressuali, numerosi corsi che si proponevano di privilegiare gli aspetti pratici a quelli teorici. A partire dagli storici “Hands-on” per passare ai più recenti training sulla biopsia prostatica e sulla laparoscopia, fino ad arrivare agli eventi ancora attivi come i corsi residenziali sul trattamento del carcinoma prostatico e quelli sull’endourologia della alta via escretrice, molti professionisti si sono impegnati per trasmettere le proprie conoscenza a discenti sempre entusiasti. Tutti questi training hanno avuto la peculiarità di permettere ai corsisti di partecipare in prima persona all’evento e di migliorare il proprio bagaglio tecnico. Quest’anno abbiamo sentito la necessità di organizzare qualcosa che invece di far “muovere le mani” facesse “muovere la testa”. Abbiamo pertanto pensato a corsi, soprattutto rivolti ai nostri colleghi più giovani, incentrati su “role playing”, il “gioco di ruolo” in cui si simula di dover affrontare in prima persona problemi clinici paradigmatici, quelli che avvengono costantemente nella pratica quotidiana, e che impone di ragionare, di confrontarsi con i colleghi e di rivedere criticamente i propri convincimenti.
Grazie al supporto di Sanofi-Aventis, che da sempre è impegnata nel promuovere e sostenere eventi educazionali urologici, dal 29 giugno al 1 luglio si è svolto a Soragna, piccolo e incantevole paesino del parmense, il primo corso URO-PRACTICE. Lo stage è consistito in una “full immersion”, sulle problematiche della gestione del carcinoma prostatico, dalla sua diagnosi differenziale con l’IPB al trattamento delle forme più avanzate ormonoresistenti.

Struttura e finalità del corso

Il corso è stato riservato ad un piccolo numero di urologi (per la prima edizione è stato fissato un tetto di 12 partecipanti) in modo che i gruppi di lavoro fossero ristretti e si favorisse la reale partecipazione di tutti.
È stato organizzato in 5 moduli che hanno preso in considerazione: i) la diagnosi differenziale tra IPB e Carcinoma Prostatico, ii) la stadiazione clinica della neoplasia e le indicazioni ai trattamenti primari, iii) le terapie adiuvanti e complementari al trattamento chirurgico, iv) la ripresa di malattia dopo prostatectomia radicale e radioterapia, v) il tumore metastatico e ormonorefrattario. Ad ogni modulo (organizzato in tre segmenti: a) introduzione e definizione dei compiti dei gruppi di lavoro, b) role playing, c) discussione plenaria degli elaborati dei gruppi) è stata riservata una mezza giornata in modo da trattare approfonditamente tutti gli aspetti più controversi della patologia prostatica.

I moduli del corso sono stati preceduti da una breve lezione sulla analisi della qualità dei dati e dei lavori della letteratura. Questo è stato l’unico momento in cui si è tenuta una classica relazione, ma ciò è stato necessario per dare ai discenti strumenti, molto spesso sconosciuti, di valutazione delle notizie che sarebbero emerse durante lo svolgimento dei lavori.
Nel fase del role playing sono stati distribuiti casi clinici simulanti sia le situazioni cliniche più frequenti sia quelle più ambigue della gestione del paziente con carcinoma prostatico. I vari gruppi di lavoro hanno elaborato un documento in cui venivano specificate le decisioni cliniche prese ad ogni passo nodale del caso clinico e questo documento è stato analizzato e discusso collegialmente con i tutor e con gli altri corsisti.
Caratteristica peculiare di URO-PRACTICE è stata l’approccio multidisciplinare alle problematiche della neoplasia prostatica. Il board dei tutor era composto da una oncologa (Cinzia Ortega), un radioterapista (Alberto Bossi), due urologi (Giario Conti e Sebastiano Spatafora) e un metodologo (Giovanni Luigi Pappagallo) e tutti i componenti del gruppo hanno collaborato nella preparazione dei casi clinici con i quesiti da sottoporre ai corsisti e del materiale, basato sui dati della letteratura, utile per la discussione collegiale.Lo sforzo del board per la preparazione dell’evento è stato enorme ed è sfociato nella produzione di ben 586 (!) diapositive che naturalmente, e fortunatamente, non sono state presentate tutte, ma che sono state la base per il role playing e le discussioni. A queste ultime sono sempre stati presenti tutti i tutor in modo che nell’affrontare le varie problematiche emergessero i punti di vista delle varie professionalità coinvolte nella gestione del paziente con carcinoma prostatico abituando così i discenti a valutare anche le opinioni di altri specialisti. Nelle sedute plenarie, inoltre, il metodologo ha avuto un ruolo fondamentale, supervisionando la correttezza dei dati della letteratura illustrati, puntualizzando le eventuali carenze metodologiche degli studi, definendo i livelli di evidenza di ogni affermazione emersa dalla discussione, ma soprattutto illustrando praticamente con il proprio esempio il metodo da applicare nella valutazione dei dati che emergono dai lavori scientifici o dalle relazioni ai vari corsi e congressi.
L’organizzazione della discussione plenaria è stata volutamente flessibile in modo che emergessero i veri punti di interesse o di incertezza dei discenti e ciò, unito al basso numero di partecipanti, ha favorito discussioni libere, franche, partecipate che hanno coinvolto tutti i corsisti. La dimostrazione di questa effettiva partecipazione l’abbiamo avuta l’ultimo giorno dello stage quando alle 17 del sabato, quando normalmente si pensa già al viaggio di ritorno o si è a casa da un bel po’, le domande e le richieste di chiarimenti continuavano a fioccare.
Anche la scelta della sede (bella, ma isolata e decentrata) è stata fatta per favorire il continuo contatto tra tutor e corsisti, in modo che i momenti educazionali e lo scambio di opinioni fossero continui, cioè non solo relegati alle sedute dell’evento ma anche ai momenti conviviali o di relax, magari davanti ad un caffé al bar.
Alla fine il corso ha trattato in maniera esaustiva tutti gli aspetti della neoplasia prostatica e sono emerse un’enorme messe di informazioni. È chiaro che solo una parte di queste nozioni potranno essere state assimilate e metabolizzate dai discenti, ma il vero risultato dell’evento educazionale, punto su cui si è insistito molto fin dal primo momento dell’incontro, è stato quello di aver dimostrato la metodologia di comportamento da applicare tutti i giorni negli ambulatori e nei reparti di urologia. I corsisti sono tornati al proprio lavoro con la consapevolezza dell’importanza di prendere le decisioni diagnostico/terapeutiche in base a scelte ragionate possibilmente, ma non necessariamente, fondate sulla Evidence Based Medicine, di approcciare la patologia in modo multidisciplinare e di valutare criticamente i dati della letteratura e le affermazioni dei vari “opinion leaders”.

I commenti dei corsisti

Il successo della manifestazione è stato dimostrato dallo spirito amichevole che si è creato durante il corso e il più grande premio per i tutor sono stati i cordialissimi saluti ricevuti da tutti i partecipanti quando è terminato. Con grande soddisfazione di tutti abbiamo constatato che avevamo imparato cose nuove divertendoci.
Si è voluto comunque raccogliere i commenti dei discenti per capire quali fossero i punti di forza e quelli di debolezza della formula adottata, per poterla modificare e migliorare in futuro.
Il format ha riscosso l’entusiastica approvazione da parte di tutti i corsisti. Andrea, da Ancona, afferma: “la formula del role playng rappresenta certamente l’innovazione più forte che ci si potesse aspettare nell’ambito di un incontro scientifico”. Laura, 25 anni, la più giovane ma anche la più agguerrita del gruppo, proveniente da Voghera, è d’accordo e definisce la struttura del corso “innovativa, interessante e stimolante”. Stimolante è lo stesso aggettivo usato da Domenico, da Reggio Emilia, che aggiunge che la manifestazione “è stata un’eccellente messa a punto dello stato dell’arte”. Anche Matteo, da Imola, è soddisfatto dell’esperienza che definisce “ottima per informare e formare” e Michele senior, da Bolzano, puntualizza che è stato fondamentale “lo sviluppo delle presentazioni e della discussione basato sui casi clinici”.
Domenico auspica che “questo stesso format sia riproposto sia come aggiornamento degli stessi argomenti sia per il trattamento di altri hot topic urologici”. Tullio, da Biella, aggiunge che sarebbe “contento di partecipare ad altri incontri con docenti simili e con la stessa formula” e anche Andrea si augura “l’aumento della frequenza di meeting di questo tipo e la variabilità delle tematiche trattate” . Stessa speranza è espressa da Cristiana, da Trieste.
Molto apprezzata è stata anche la possibilità di interagire con gli altri corsisti e con i tutor. Domenico sottolinea “l’ampia possibilità di dibattito e il confronto continuo” che si è avuto durante tutto il corso. Matteo considera un punto di forza del meeting “il suo carattere informale e il rapporto diretto [creatosi] con gli istruttori”. Anche Edgardo, da Asti, e Michele junior, da Padova, mettono in risalto “il clima cordiale e informale” che si è creato e Tullio rimarca di aver avuto “continuamente la possibilità di chiedere e di avere chiarimenti e approfondimenti anche su argomenti non programmati, ma interessanti”
Edgardo inoltre puntualizza come sia stato importante “focalizzarsi sui principi” e Andrea aggiunge che, a suo parere, il maggior punto di forza dell’evento è stato “la possibilità di acquisire il metodo clinico della medicina basata sull’evidenza”.
Altra caratteristica molto gradita è stata l’approccio multidisciplinare alla tematica. Laura e Michele junior ne sottolineano l’importanza e Cristiana aggiunge che è stato fondamentale avere la “possibilità di discutere e confrontarsi con gli altri specialisti”.
Infine hanno trovato consenso anche il numero limitato dei partecipanti (Michele senior e junior) e la sede decentrata del corso (Michele junior)
Accanto a questi gratificanti commenti positivi, non di minor importanza sono stati i rilevi fatti e i suggerimenti dati per migliorare ulteriormente URO-PRACTICE.
La vastità dei temi discussi e il ritmo serrato sono stati i problemi maggiormente rilevati dai partecipanti all’evento. Cristiana rileva che “l’intensità e l’orario non hanno permesso si seguire [il corso] al 100%”. Andrea conferma che “si è rischiato di mettere troppo carne al fuoco e di uscire dagli obiettivi della giornata”. Anche Edgardo si lamenta “dell’eccesso di citazioni e dell’overflow di informazioni” e suggerisce di “rallentare e razionalizzare i ritmi”. Michele junior chiede di “ridurre le discussioni” e Laura e Cristiana gradirebbero che il meeting durasse più a lungo.
Altri suggerimenti interessanti vengono da Laura e Matteo che riterrebbero importante la presenza di un moderatore “neutrale” e “sopra le parti” che “tenesse il filo [della discussione] e traesse le conclusioni” e da Michele senior che consiglia di far sì che “le discussioni seguissero [maggiormente le tracce] degli elaborati”.
Matteo suggerisce di non allargare il numero dei partecipanti a più di 24 unità e Domenico chiede che “sia distribuito del materiale scientifico cartaceo da consultare durante e dopo il corso per rafforzare i take home messagges”.
Tutti questi appunti e suggerimenti sono assolutamente puntuali e coincidono in buona parte con l’analisi fatta dal board durante lo svolgimento dei lavori. Saranno pertanto tenuti in grande considerazione e saranno la base delle prossime modifiche che saranno approntate al formato del corso.

Il futuro di URO-PRACTICE

Una nuova edizione del corso è già programmata per il 19-21 ottobre, ma, come tante altre iniziative AURO.it, è già “sold out”. Se la formula continuerà ad avere successo e susciterà interesse, è intenzione della nostra associazione e di Sanofi-Aventis di continuare l’esperienza anche nel 2007. L’auspicio è quello che l’evento possa ripetersi anche negli anni futuri diventando così un “classico” tra le manifestazioni AURO.it. Chi fosse interessato a partecipare ai corsi può contattare la segreteria della associazione o direttamente il collaboratore scientifico di Sanofi-Aventis. Tenendo conto che il numero di richieste che potremmo soddisfare non potrà essere elevato, se non vogliamo andare a scapito della qualità dello stage, è importante che chiunque volesse prendere parte all’iniziativa si attivi al più presto.